ORA BASTA!
Anche la nostra pazienza ha un limite
Nel rimanere sbigottiti per la modalità di diffusione di notizie di questi ultimi giorni (vedi articolo apparso sul Messaggero dell'8 gennaio) che, qualora verificate, sarebbero a dir poco preoccupanti, ci riserviamo - in questa prima fase degli eventi e nell'attesa di doverose informazioni ufficiali da parte delle Istituzioni - di raccontarvi che cosa abbiamo fatto noi negli ultimi anni per denunciare quanto si stava perpetrando sul nostro territorio della Valle del Sacco alle nostre spalle.
Certo, l'istinto del “dai addosso al politico” potrebbe in questa fase considerarsi più che normale. Ma non è nei nostri modi, perlomeno in questa prima fase e a caldo.
Tenteremo perciò per l'ultima volta di usare toni pacati, senza farci prendere da istinti primordiali che sarebbero però più che legittimi, visto che si parla della salute della gente ignara e presa un po' troppo in giro, sperando sempre che una giustizia “ esista” e arrivi prima o poi a punire chi sbaglia.
Pubblichiamo quindi ciò che noi negli ultimi anni abbiamo scoperto o studiato per consentire a chi di dovere di scoprire chi (a nostro parere) ha continuato ad inquinare il fiume fino ad oggi con la scusa che il problema era vecchio e noto...
La nostra denuncia, firmata, è stata consegnata alle varie sedi istituzionali degli enti competenti, e porta la data dell'ottobre 2006.
Purtroppo però, in questi due anni, non ci è mai pervenuta nessuna risposta in merito.
Potrete quindi vedere il testo della denuncia, le cartoline delle ricevute di ritorno delle raccomandate, e soprattutto le nostre analisi che danno valori ben diversi da quelli riscontrati nei monitoraggi ufficiali della cosiddetta "Emergenza Valle del Sacco", costata alla comunità milioni di euro.
Perche? Il motivo è semplice.
Il prelievo fu fatto a Fosso Cupo in un giorno festivo quando chi ha versato veleno nel fiume pensava di farla franca...
Perché non abbiamo subito divulgato i dati da noi acquisiti ed in nostro possesso? Perché la divulgazione di tali notizie, all'epoca, avrebbe potuto intralciare l'attività di intelligence delle Forze dell'Ordine e ciò non ci sembrava ne' legale ne' corretto. Il tempo passava e nessuno ci rispondeva, ad eccezione dell'Ardis. Lo stesso Commissario Di Palma ci confermò (durante un convegno svoltosi nel Comune di Gavignano) di non averla mai ricevuta. In quella occasione gliene consegnammo una copia. Nonostante questo, tutto continuava a tacere.
In precedenza, una ulteriore copia della nostra denuncia era stata consegnata al Dott. Spina durante l'ennesimo convegno in materia presso il Comune di Colleferro. Alla lettura si dimostrò molto sorpreso e preoccupato dai dati da noi forniti. Promise di valutarli e farsi risentire per poi sparire anche lui nel nulla.
Che la situazione fosse grave lo sapevamo bene. Che nessuno parlasse mai di un eventuale rischio di contaminazione delle falde idriche era assurdo.
Convocammo quindi un convegno sull' "Analisi dello stato degli acquiferi” al Comune di Colleferro, dove presentammo una relazione dettagliata e precisa sui possibili rischi laddove non si fosse corso ai ripari per tempo.
Anche quel nostro lavoro fu snobbato.
Leggete e diteci come la pensate.
Nonostante le notizie preoccupanti che arrivavano dalla stampa ed i silenzi imbarazzanti della politica, non ci è pervenuta alcuna comunicazione ufficiale, neanche da parte dell'Amministrazione comunale per una convocazione straordinaria dell'Osservatorio Ambientale di Colleferro di cui siamo membri (a questo punto, ci domandiamo a cosa serva e per quale motivo continuiamo a farne parte - gratis - se in questi momenti di massima urgenza non viene neppure preso in considerazione).
È tempo che chi deve fare il proprio lavoro, chi usa i soldi pubblici per dare risposte certe e soluzioni efficaci, lo faccia e le dia.
Se non ne è in grado, se ne vada a casa
Pubblichiamo qui i risultati ufficiali delle analisi di cui si parla in questi giorni. Ci sono pervenuti in forma anonima qualche giorno fa e abbiamo atteso a pubblicare per rispetto della gente e del ruolo e dei tempi della politica (che doveva, ripetiamo, renderli noti ufficialmente subito e non ficcare la testa sotto la sabbia come gli struzzi).
Detto questo, ci rivolgiamo a voi custodi di una verità scomoda: ciò che sta accadendo da tempo alla salute di molti cittadini di Colleferro e della Valle del Sacco, potrebbe succedere a voi. Le conseguenze dell'inquinamento non guardano in faccia a nessuno! È ora di prendere decisioni importanti per cercare ancora di salvare la terra che lasceremo ai nostri figli.
Nessun commento:
Posta un commento